07 Set

Le stufe a legna Ravelli sono l’evoluzione tecnologica dei tradizionali camini a focolare aperto ma, a differenza di questi, hanno livelli di efficienza, di affidabilità e di comfort molto simili agli impianti di riscaldamento convenzionali. Ciò è reso possibile da un processo di “combustione a tre livelli”, una tecnologia che ha risolto il problema della combustione incompleta.

La tripla combustione: maggior resa termica e maggior rispetto per l’ecologia.

Le stufe a legna Ravelli sfruttano al massimo il potere calorifico della legna, bruciando con la combustione secondaria il monossido di carbonio ancora presente nei fumi della combustione primaria e riducendo così le emissioni inquinanti. In questo modo, oltre all’ aumento dei rendimenti, si ottengono livelli di CO al di sotto di quanto previsto dalle norme europee.

Cos’è la combustione incompleta? La combustione che si sviluppa nei normali caminetti, è spesso incompleta e quindi inquinante. Camere di combustione non adeguate determinano uno sfruttamento solo parziale del potere calorico della legna e la conseguente formazione di monossido di carbonio, sostanza estremamente tossica che si manifesta attraverso la formazione di fumi di scarico.

I modelli a legna Ravelli sono inoltre predisposti per ospitare un ventilatore tangenziale in grado di generare un ulteriore flusso di aria calda che si diffonde attraverso la griglia superiore, aumentando la resa termica della stufa e permettendo al calore di diffondersi più rapidamente.

Le stufe a legna della Ravelli sono inoltre dotate di uno scambiatore a tubi che ne aumenta lo scambio termico e quindi il rendimento.

Le stufe Ravelli sono inoltre dotate di un sistema di aria terziaria non regolabile, introdotta per mezzo di un tubo nella parte superiore della camera di combustione. Riducendo l’immissione di aria primaria e secondaria, la combustione si sposta nella parte superiore della camera: in questo modo la stufa continua a produrre calore bruciando i fumi, ma il ceppo di legna si consuma molto più lentamente in quanto non subisce direttamente gli effetti della fiamma.

I vari tipi di legno :

La legna presenta caratteristiche diverse a seconda della varietà di pianta dalla quale è ricavata e dal tempo di essiccazione cui è stata sottoposta.

La stagionatura Uno dei più frequenti errori che si commettono è quello di bruciare legna verde, non stagionata. La legna verde può contenere sino al 75% di umidità: tale percentuale incide notevolmente sul potere calorico del legno, poiché una parte del calore sprigionato serve a far evaporare l’acqua in esso contenuta e viene disperso in canna fumaria insieme al vapore prodotto. Il legno da bruciare nella stufa dovrà prima di tutto essere stagionato per un periodo di circa 18-24 mesi, in modo da ridurre al 15/20% il contenuto di umidità.

Legno duro e legno dolce Tutto il legno si può suddividere in due categorie, “duro” o “dolce”, in base al peso in kg di un metro cubo di materiale. La legna dolce che pesa circa 300- 350 kg/m3 è quella di abete, pino, pioppo, ontano, castagno e salice. Brucia più rapidamente producendo un calore più forte: questo la rende ottima per avviare il fuoco, ma se usata come combustibile principale richiede di ricaricare la stufa più spesso. La legna dura pesa circa 350 – 400 kg/m3 è quella di olmo, quercia, leccio, faggio e frassino. E’ generalmente più densa e meno resinosa dei legni dolci; perciò brucia più lentamente, producendo un calore più durevole. Per ottenere un fuoco caldo e durevole la miglior cosa è mescolare un 20 per cento di legno dolce con un 80 per cento di legno duro.